Milan, ricordi Mattia Caldara? Ecco che cosa sta facendo ora

Mattia Caldara doveva essere uno dei difensori italiani più promettenti ma poi è sparito: ecco cosa sta facendo uno dei misteri del calcio.

Come tanti ragazzi cresciuti nel florido settore giovanile dell’Atalanta, anche Mattia Caldara è riuscito a realizzare il sogno di esordire in Serie A e diventare una delle promesse più interessanti del calcio italiano. Un inizio carriera luminoso con la maglia della Dea prima che tutti precipiti dopo il suo passaggio al Milan nel famoso scambio con Bonucci tramite la Juve diventato il suo club d’appartenenza.

Una storia assurda di uno dei più grandi misteri degli ultimi anni, improvvisamente sparito dalla scena facendo perdere le sue tracce. Al suo nome tanti tifosi e appassionati si chiedono dove sia finito quel difensore insuperabile, col vizio del gol, che riuscì anche a esordire con la Nazionale sotto la gestione Mancini collezionando due presenze in amichevole con la Francia e in Nations League col Portogallo quando era considerato il volto del futuro anche in azzurro.

La verità è che probabilmente, aldilà della sfortuna e dei tantissimi infortuni, non fosse all’altezza dei grandi palcoscenici a livello tecnico ma anche caratteriale. Ovviamente il suo percorso è stato condizionato dai ripetuti problemi fisici, diventati una maledizione a cui non è mai riuscito a trovare una soluzione fino quasi ad arrendersi.

Caldara, un mistero del calcio: che fine ha fatto il difensore

Da decenni l’Atalanta è abituata a sfornare tanti talenti ma non tutti riescono a rendere allo stesso modo lontano da Bergamo. Uno di questi esempi, anche se concretamente ha avuto poche possibilità di dimostrarlo, è Mattia Caldara che da giovanissimo è stato protagonista con la squadra di Gasperini tanto da essere monitorato e poi acquistato nel gennaio 2017 per circa 20 milioni niente meno che dalla Juventus.

Mattia Caldara, cosa sta facendo adesso
Mattia Caldara, dove è finito il difensore italiano (LaPresse) – TVPlay.it

In bianconero però, tra prestiti e bocciature, non ha mai avuto l’opportunità di giocare nemmeno un minuto perché forse qualcosa si era già capito sul suo triste destino sportivamente parlando. Non consapevole dei rischi ci scommise il Milan che nell’estate 2018 investì la bellezza di quasi 40 milioni di euro per strapparlo da Torino prima di assistere e partecipare a un lunghissimo calvario.

Il fatto più incredibile, e che la maggior parte della gente non sa, è che oggi, dopo anni di anonimato, il 29enne italiano è ancora sotto contratto con i rossoneri. Non si sa come ma il classe ’94 è tutt’ora un calciatore e sulla carta fa parte della rosa di Pioli anche se in tutto questo tempo ha disputato appena due partite col Diavolo ma mai in campionato.

Nello specifico nella stagione 2018/19 sempre a San Siro: la prima in Europa League contro il Dudelange e la seconda in Coppa Italia con la Lazio poi il vuoto con la lesione parziale al tendine d’Achille e la rottura del legamento crociato a spezzare ogni tipo di sogno. Una cattiva sorte da cui, nonostante il ritorno all’Atalanta e le ultime esperienze al Venezia e Spezia (entrambe concluse con la retrocessione) non si è ancora ripreso anche perché i malanni non sono finiti e la scorsa estate nessuno ha voluto offrigli un’altra chance.

L’agente Beppe Riso non ha trovato una sistemazione per il giocatore, rimasto a Milanello con un contratto da 4 milioni di euro lordi fino a giugno 2024 senza giocare. Una situazione paradossale per un ragazzo ormai adulto (a maggio compirà 30 anni) nemmeno considerato durante la maxi emergenza difensiva perché tanto per cambiare nel frattempo si è operato alla caviglia dovendo restare fermo per mesi.

Dopo l’ennesimo percorso di recupero, finalmente è riuscito a rivedere il campo aggregandosi alla Primavera dove, considerando anche tre gare fatte in passato, ha fatto più presenze che con la prima squadra. Al Centro Sportivo Vismara è stato schierato titolare da Abate nel match valido per la 24.a giornata contro la Fiorentina dove tra gli avversari, a proposito di giocatori fragili, c’era Castrovilli.

Il classe ’94, messo al centro della difesa a tre, al fianco di Simic, quest’anno già protagonista e in gol con i grandi, ha giocato per circa un’ora prima, come da programma, di uscire in questa prima sgambata. Alla fine il risultato finale ha sorriso ai viola, andati in svantaggio dopo nove minuti ma capaci di rimontare fino a vincere 4-1 colpendo anche un paio di pali.

Non il pomeriggio perfetto per i baby rossoneri e per Caldara che si aspettava un rientro diverso ma, fin quando è rimasto in campo, il punteggio era sull’1-1 e tutto sommato il principale obiettivo era iniziare a rimettere minuti nelle gambe per sperare di riprendere in mano quello che gli è stato tolto sicuramente lontano dal Milan, da cui si separerà a fine stagione diventando a tutti gli effetti uno svincolato a caccia della rinascita.

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