ADINOLFI: “ACERBI È STATO GIA’ CONDANNATO DAI MEDIA. JUAN JESUS PUO’ AVER CAPITO MALE”

Il parlamentare e giornalista Mario Adinolfi è intervenuto in diretta su TvPlay

“ACERBI? NON C’È ALCUNA CERTEZZA” –Non mi piace la caccia alle streghe. Ci sarà un documento ufficiale, il referto arbitrale, Juan Jesus dovrà dire con certezza quello che ha sentito. Non mi piace il gioco di colpirne uno per educarne cento. Bisogna avere la certezza dei fatti, che in questo momento sono nebulosi. Una persona come Acerbi che non è un giocatorino di diciotto anni se qualcosa ha detto l’avrebbe ammesso, forse sarà uscita qualche parola fuori posto che in campo si dice spesso.. O si accerta che determinate frasi sono state pronunciate oppure trovo ingiusto che un calciatore venga penalizzato con l’esclusione dalla Nazionale. Mi chiedo quali siano i mezzi di accertamento: l’arbitro non ha ascoltato nulla. Abbiamo la parola un po’ labile di Juan Jesus da una parte, dall’altra la smentita di Acerbi. Da giornalista non mi piace la condanna mediatica nei confronti di Acerbi che nel frattempo è stato allontanato della Nazionale. Lui è già bollato come razzista e ovunque si scrive che subirà dieci giornate di qualifica. Non mi piace la caccia alle streghe, il razzismo è una cosa seria. Bisogna essere certi quando si accusa qualcuno, Acerbi ha già addosso la lettera scarlatta di razzista con dieci giornate di squalifica. Juan Jesus ha quasi ritrattato. Se mi chiamate ‘ciccione di merda’, so con certezza che è stato un insulto nei miei confronti. Voglio sapere che frase è stata pronunciata con assoluta certezza. L’hanno mandato via dalla Nazionale, è come se l’avessero già condannato. Se Acerbi avesse ammesso di aver detto una frase razzista l’arbitro avrebbe dovuto cacciarlo. Come si accerta ora come si sono svolti i fatti? La questione è stata risolta in campo. Il sistema mediatico ha già deciso. Guardate la parola Acerbi sui motori di ricerca e vi renderete conto che lui è stato già condannato. Devasteranno la carriera di Acerbi nonostante l’allenatore della Nazionale abbia detto che Acerbi gli ha rivelato di non aver rivolto alcun insulto razzista. Questi marchi di infamia restano cuciti addosso anche se verrà assolto. Essere garantisti significa fare un processo equo”.

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