GAUTIERI: “DE ROSSI SI E’ GUADAGNATO LA CONFERMA GIA’ DUE MESI FA. MOTTA ALLA JUVE, SARRI AL NAPOLI”

Carmine Gautieri, ex giocatore ed ora allenatore, ha rilasciato queste parole ai microfoni ufficiali di TvPlay.it

“DE ROSSI HA DIMOSTRATO DI ESSERE UN ALLENATORE IMPORTANTE” – “De Rossi? Ha dimostrato di essere una allenatore forte ed importante su tutti gli aspetti: mentale, tattico e comunicativo. De Rossi ha determinato anche grazie alla sua storia calciatore della Roma visto che, probabilmente, è stato chiamato proprio per questo motivo. Differenza con Mourinho? Credo, soprattutto, a livello comunicativo, ma tutto dipende sempre dai risultati. I giocatori, evidentemente, soffrivano l’atteggiamento di Mourinho, De Rossi è stato bravo a recuperare i suoi calciatori. De Rossi, sin dal primo momento, ha ribadito la forza della Roma, mentre Mourinho aveva qualche dubbio su questo”.

“DE ROSSI DOVEVA ESSERE CONFERMATO DUE MESI FA” – “Conferma di De Rossi? Doveva essere confermato già due mesi fa, proprio per il discorso che riguarda la programmazione. De Rossi sta lavorando bene anche negli allenamenti, altrimenti non arrivano alcuni risultati. Un club deve programmare su un allenatore in cui credi a prescindere dalla qualificazione o meno in Champions”.

“THIAGO MOTTA ALLA JUVE E SARRI AL NAPOLI” – “Sulla Juve vedrei bene un allenatore come Thiago Motta, il quale sta facendo benissimo al Bologna. Napoli? Vedrei bene un ritorno di Sarri, visto che conosce benissimo l’ambiente. Poi bisogna capire anche quanto voglia spendere il presidente. Sarri conosce la piazza e migliora i giocatori”.

“VORREI ALLENARE ALL’ESTERO” – “Preferirei panchine in Italia o all’estero? Dopo le opportunità avute in Italia, dove ti etichettano per qualche esonero senza capire il vero perché ti esonerano, è difficile ripartire dall’Italia. La mia idea è quella di andare all’estero per far vedere e far valere le mie idee. Qui bastano due anni sbagliati per farti considerare un allenatore non valido. Poi, ovviamente, valutare una possibile offerta importante dall’Italia. I giocatori ti danno la differenza: prendo ad esempio l’anno di Luis Enrique alla Roma, e poi due anni dopo ha vinto tutto con il Barcellona. Poi, ovviamente, ogni allenatore deve metterci del suo, aggiornarsi e altro. Ci deve essere il mix di tutto: giocatori, lavoro dell’allenatore e della società. I dirigenti devono difendere il lavoro dei propri allenatori”.

 

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