Arriva una brutta tegola per i nerazzurri e per l’allenatore visto che con la rottura del crociato il giocatore dovrà restare fuori tutta la stagione
In questo periodo dell’anno gli infortuni così gravi sono un enorme problema perché non offrono margine di recupero, considerando i tempi stretti e i tanti impegni da disputare. Perdere un top fino alla prossima estate è una vera disdetta.
Gli infortuni nello sport moderno sono in continuo aumento, sia per la fisicità espressa dagli atleti che per la velocità con la quale ci si esprime oggi. Questo comporta purtroppo anche il bisogno di avere dei roster più profondi, mettendo in preventivo dei possibili lunghi stop. Nonostante poi la medicina abbia fatto passi da gigante, i tempi di recupero naturali restano sempre gli stessi e per un crociato rotto non si può scendere sotto i 5-6 mesi di break.
I nerazzurri più famosi del basket americano, ovvero gli Orlando Magic, hanno dovuto fare i conti con un pesantissimo infortunio di uno dei loro migliori giocatori. La franchigia della Florida è quarta nella Eastern Conference e sta procedendo piuttosto bene in proiezione play-off. Purtroppo d’ora in poi dovrà fare a meno di Moritz Wagner. Il centro tedesco ha subito un infortunio al ginocchio sinistro a 2:33 dalla fine del primo quarto della sfida contro Miami. Si è sottoposto a una risonanza magnetica domenica scorsa e i risultati hanno rivelato che Wagner ha subito la rottura del legamento crociato anteriore. Dopo l’operazione dovrà stare fermo sino al termine della stagione.
Per gli Orlando Magic, tra l’altro, non si tratta del primo infortunio, visto che quest’anno hanno avuto una sorte simile anche i migliori marcatori Franz Wagner e il “nostro” Paolo Banchero, già out da diverso tempo per problemi muscolari.
Moritz, fratello maggiore di Franz, era un perno fondamentale per il gioco di Orlando e quindi sarà una perdita davvero pesante.
Moe Wagner ha giocato in tutte le 30 partite di questa stagione con i Magic, con una media di 12,9 punti, 4,9 rimbalzi e 1,4 assist, con una media di presenza di 18,8 minuti per gara.
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