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Aston Villa, scoppia il caso sullo stemma: cosa succede in caso di “plagio”

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Andrea Desideri

Aston Villa, il club si rifà il look: la società pensa al futuro e modifica le proprie strategie comunicative. Il logo fa discutere.

Aston Villa, aria di novità. Il club britannico vuole rinnovarsi e lo fa partendo dalla propria storia: ogni volta che la società ha deciso di cambiare marcia i risultati si sono visti. Stavolta la squadra sarà impreziosita da un nuovo logo che non dimentica i trascorsi di una società gloriosa. In Inghilterra fanno della teatralità un valore aggiunto: da quando la Premier League interessa anche sul piano internazionale, non è più un fenomeno circoscritto soltanto al Regno Unito, la musica è cambiata e anche gli incassi.

Aston Villa, il nuovo logo divide i tifosi (ANSA)

Ora quello inglese è uno tra i campionati più amati e visti al mondo. Motivo per cui l’Aston Villa ha scelto di ingranare la quarta in fatto di comunicazione: la società ha annunciato importanti cambiamenti in fatto di brand e pubbliche relazioni. Una nuova immagine che comincia dal logo e termina con le campagne e gol rapporto con i brand. Qualità e quantità per un club dalle risorse importanti.

Aston Villa, ipotesi plagio: la polemica sul logo

La prossima stagione, dunque, l’Aston Villa cambierà logo: lo stemma è stato già scelto. Tutto nuovo, tranne il simbolo del club. La costruzione attorno ad esso cambierà notevolmente. Le immagini in anteprima, tuttavia, avrebbero mostrato una netta somiglianza – per modo e costruzione, oltre che conformazione geometrica – a quello del Chelsea. Doveva essere una novità, invece, rischia di passare per una copiatura fatta male: l’ironia sul Web si spreca, ma c’è qualcuno che non ride.

Lo stemma del club al centro delle polemiche (ANSA)

Il plagio non è una cosa da poco: esiste nelle canzoni, ma chi copia è punibile anche in altri contesti. O meglio: chi copia senza autorizzazione. Ci sono gli estremi per parlare di plagio quando, dopo accurate indagini, emerge il dolo: vale a dire l’intenzionalità di raggirare, in questo caso, il pubblico di riferimento (target) e gli esperti. Naturalmente la somiglianza tra il logo del Chelsea e quello dell’Aston Villa è saltata subito agli occhi. Tuttavia, formalmente non si può parlare di “plagio” o “raggiro”.

Nella fattispecie, il logo in questione non ricalca quello del Chelsea, ma lo richiama: significa che qualcosa in comune c’è. L’ispirazione è concessa, ma per parlare di plagio deve essere proprio molto simile. In tal caso si tratterebbe di un’ispirazione massiccia senza intenzione di riproporre un concept già espresso. Piccole differenze, la zona franca e al tempo stesso confine che c’è tra un omaggio e un’imitazione. Basta un dettaglio per evitare la sovrapposizione: gli utenti possono solo divertirsi a trovare le differenze. C’è ancora un anno di tempo.

Andrea Desideri

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