Lina Souloukou è il nuovo CEO della Roma. I Friedkin scelgono una donna di alto profilo ai vertici della società: Granovskaia insegna.
La Roma riparte da Lina Souloukou. I Friedkin salutano Berardi per accogliere una nuova dirigente di alto profilo: questa nomina ha un valore particolare perché rappresenta un altro tassello a firma dei texani. Pian piano i giallorossi stanno diventando a immagine e somiglianza degli imprenditori che hanno usato sempre lo stesso metro. Ereditata la Roma da Pallotta, sono entrati in punta di piedi, hanno osservato per poi cambiare – gradualmente – le carte in tavola.
Fonseca è stato un anno con i texani per poi essere accompagnato alla porta dopo le opportune valutazione. Lo stesso metro viene utilizzato per gli interpreti, un cambio a scalare che coinvolge chiunque: la rivoluzione è quasi ultimata. Souloukou è l’ultimo gradino della piramide apicale. Quello che sarà al proprio fianco nelle decisioni più importanti: un raccordo fra business e ambizioni. È una donna, questo conta molto. I Friedkin puntano a rimettere al centro i valori fondanti della parità di genere mettendo fine al gender gap.
In gergo si definisce empowerment femminile. Nella sostanza vuol dire che, a parità di Curriculum, la donna occupa – con la stessa competenza e risultati – posizioni che fino a poco tempo fa erano esclusivamente appannaggio maschile. Lina Souloukou ha una formazione e preparazione in business e diritto dello sport. Il passato all’Olympiakos è un biglietto da visita notevole che serve a confermare la voglia della dirigente di rimettere al centro i valori della qualità e dell’espansione.
Il brand Roma si tinge di rosa, ma avrà anche la potenza necessaria per andare ulteriormente oltre confine e interfacciarsi con qualsiasi cliente. Attenzione al merchandising e non solo: le campagne di mercato toccheranno anche le diverse sessioni di compravendita. Un upgrade che ricorda molto quello che il Chelsea di Abramovich fece – prima di passare la mano con lo scoppio della guerra in Ucraina – con Marina Granovskaia. Una capostipite dei Blues che è entrata nel parco dirigenti fino a diventare il braccio destro dell’oligarca russo: sapeva tutto e conosceva i segreti più profondi dei Blues.
Non a caso la nuova proprietà – targata Boehly – ha aspettato qualche mese prima di congedarla definitivamente. La donna ha ricevuto anche una lauta buonuscita e ora se la litigano. Nel calcio e nel business. Roma e Chelsea danno un esempio, fra presente e passato, che guarda al futuro. I vertici non sono un tabù, ma un’opportunità per tutti e tutte. A regnare deve essere la competenza – e un pizzico di strategia – Lina Souloukou ne ha da vendere: “È una leader esperta, rispettata e riconosciuta nel mondo del calcio e del business”, questo il benvenuto ufficiale dei Friedkin. Segno che la marcia è già cambiata. Granovskaia docet.
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