Repice: “La Champions come il Mondiale 2006”. E sui sorteggi…

L’opinione della voce di Rai Sport Francesco Repice sui possibili abbinamenti delle italiane ai quarti di Champions League e non solo.

Dopo che il Napoli ha facilmente liquidato la pratica Eintracht Francoforte possiamo finalmente dire di avere ben 3 squadre tra le prime 8 d’Europa. Un ottimo risultato che ora è “minacciato” dai sorteggi dei quarti di finale di Champions League, che si terranno domani. Si parla tanto dell’eventualità di un derby e ci sono ovviamente le “superpotenze” in agguato. Sull’argomento abbinamenti però Francesco Repice di Rai Sport ha le idee molto chiare e cita anche una frase di Marcello Lippi del 2006.

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Repice sui sorteggi delle italiane in Champions League. La citazione di Lippi. (tvplay)

Si sta per delineare il quadro dei quarti di Champions, quali sarebbero gli abbinamenti migliori, per modo di dire, per le squadre italiane?

Non esistono abbinamenti migliori! Quando rimangono le 8 squadre migliori d’Europa sono tutte fortissime, sinceramente eviterei i derby. Sia in Champions che in Europa League eviterei incroci tra squadre italiane, perché non ci consentirebbero aritmeticamente di portare una squadra allo step successivo, anche se l’altra di conseguenza ci arriverebbe. Credo che tutte abbiano il diritto di giocarsi le semifinali.

Qualsiasi squadra ma non i derby dunque.

Sì perché i derby oltretutto dal punto di vista psicologico ti “uccidono”. Milan-Inter o Napoli-Milan o Inter-Napoli sarebbe una cosa terribile a livello di tensione, spero proprio di no. Certo può succedere, io preferirei anche una squadra fortissima come il Manchester City o il Real Madrid, ma sfide fratricide no.

Nessuna distinzione quindi tra le superpotenze tipo Bayern e City e le cosiddette mine vaganti?

Le mine vaganti non ci sono, sono squadre forti, tutte le 8 che sono lì possono vincere la Champions. Anche se le favorite sono sempre le stesse, City e Real Madrid su tutte, ma anche il Bayern. Non è che il Chelsea, il Benfica, il Milan, l’Inter o il Napoli sono squadre che non possono arrivare alla fine. Tutte.

Un Napoli così in Champions non si è letteralmente mai visto neanche ai tempi di Maradona, è logico quindi che possano sognare anche in Europa. Potrebbe però essere un errore in ottica campionato o il vantaggio è ormai incolmabile? 

Che il vantaggio sia incolmabile mi pare evidente ormai. Mancano 12 partite e hanno 18 punti sulla seconda, se svengono tutti quanti possono perdere il campionato, ma non mi pare aria. Anche nell’ultima partita che ho visto contro l’Atalanta, non mi sembra che siano deconcentrati o che non siano sul pezzo, per usare un eufemismo. Quando si è ai quarti di finale non si può pensare di non giocarsela, è fisiologico. Per il Napoli non vale più di Milan e Inter, perché anche loro sono là e come diceva Totò “siamo in ballo e balliamo”. Marcello Lippi disse una cosa alla fine della partita contro la Repubblica Ceca nel 2006 mentre ero in zona mista che mi è rimasta impressa per sempre: “Guardate che adesso può succedere di tutto“. E aveva ragione, perché quando arrivi a quel punto è vero che può succedere qualsiasi cosa.

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Inter e Milan sono passate esattamente con gli stessi risultati. chi ha convinto più tra le milanesi?

Entrambe. Ci sono modi diversi di arrivare al risultato ma non è detto che uno sia più efficace di un altro. Non è una questione estetica, c’è una differenza tra lo spettacolo e l’organizzazione di gioco. L’organizzazione te la danno gli allenatori, l’estetica te la danno i calciatori. Uno può anche essere organizzatissimo, schierare la squadra nel miglior modo possibile con i giocatori che si muovono perfettamente, sono corti, ecc. poi però se uno stoppa la palla d’interno e questa va a 4 metri… il valore dell’organizzazione viene meno ecco. Il punto è fondamentalmente quello di avere i giocatori forti, che sappiano giocare a pallone.

Luciano Spalletti ha detto “Non è un caso che tutti abbiano paura di incontrare squadre italiane“. Probabilmente perché le nostre squadre sono più organizzate. Arrivano al risultato in una maniera o nell’altra, ma ci arrivano, quindi significa che hanno lavorato bene.

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Ansia per i sorteggi di Champions League. (ansa/tvplay)

Se dall’urna dovesse uscire un derby della madonnina è lecito aspettarsi il copione visto in Supercoppa e campionato, o potrebbero esserci sorprese?

In un quarto di finale di Champions League, non c’è passato, c’è solo il presente. Non c’è una favorita.

Con 3 italiane tra le migliori 8, cosa può voler dire per il calcio italiano e la serie a? è un segnale o una casualità?

Per me è un segnale molto chiaro. L’Italia è ancora campione d’Europa in carica e qui si tratta di società che hanno lavorato bene. Poi noi parliamo di Champions ora, ma magari poi domani ci ritroviamo con altre 4 squadre qualificate, aggiungendo anche quelle che giocano in Europa League e in Conference League. Quindi questo vorrebbe dire qualcosina. Perché poi se ne passassero 5 o 6, altro che segnale… Per me non è una cosa episodica, è che in Italia si gioca a pallone seriamente. Non che altrove non lo si faccia, però io vedo in celebratissimi campionati il difensore più vicino sta a 5 metri dall’attaccante. Questo in Italia è più difficile che succeda. Qui è più complicato fare tutti i gol che si fanno all’estero. Infatti se Osimhen andasse in Premier League penso che farebbe una caterva di gol.

Il fatto che però ci siano sempre meno italiani nelle formazioni titolari di queste squadre fa pensare. lei che ne pensa?

Guardo le formazioni delle altre e a parte il Bayern Monaco non vedo tante squadre, tra le più forti d’Europa, piene di giocatori della stessa nazione del club. Manchester City? No. PSG? Neanche. Real Madrid? Non mi sembra. C’è la libera circolazione dei lavoratori. Bisognerebbe cambiare le regole, ma non so quanto sarebbe utile.

 

 

 

 

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