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Milan, Maldini e Massara in bilico? Tutti gli errori della proprietà con i due dirigenti

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Niccolò Matteucci

In questi giorni si sente parlare di Maldini e Massara sotto esame se non addirittura in bilico. Il punto sul lavoro dei dirigenti del Milan.

Il Milan di questi giorni è un club ed una tifoseria frastornata, che dopo la fine del sogno Champions si ritrova a dover affrontare vecchi e nuovi fantasmi. Oltre i risultati e i piazzamenti però ce n’è uno che fa ancora più paura, quello di un eventuale, ennesimo e assolutamente da scongiurare “anno zero”. Le voci che vogliono non tanto Pioli, ma soprattutto Maldini e Massara messi in discussione dalla nuova proprietà sono un non-senso che spaventa i tifosi.

Paolo Maldini e Frederic Massara. (ansa-tvplay)

Dopo la sconfitta in semifinale contro l’Inter Paolo Maldini ha rilasciato alcune interviste in cui ha ribadito dei punti fondamentali. Il Milan ha bruciato le tappe, ma per non gettare al vento i traguardi raggiunti finora, sia come squadra che come società, occorre investire. Forse a qualcuno queste parole non sono piaciute. È piuttosto singolare infatti che di lì a poco abbiano iniziato a susseguirsi voci sull’ex-bandiera rossonera “in bilico”.

Addirittura c’è chi ha attribuito il ruolo decisivo dell’imminente rinnovo di Leao non a Maldini, ma al nuovo amministratore delegato Giorgio Furlani. Sarà probabilmente una coincidenza anche che siano stati dato “in pasto” ai tifosi titoli che parlavano di Maldini come colui che “non ha voluto Dybala“, che fu invece contattato in estate da Furlani, addirittura prima che diventasse AD, mentre Maldini e Massara trattavano per il loro rinnovo.

Rinnovo che arrivò tardivamente facendo perdere terreno sugli obiettivi e la programmazione del mercato rossonero, con i risultati visti nel corso di questa stagione. A voler pensare male sembrerebbe quasi che ci sia una sorta di disputa intestina a Casa Milan, eppure i risultati parlano molto chiaro.

I risultati del Milan di Maldini parlano chiaro

La storia di Paolo Maldini dirigente del Milan inizia il 5 agosto 2018. Siamo ancora in piena “banter era”, ma almeno nel cuore dei tifosi una luce di speranza inizia a riaccendersi. E’ però l’inizio di una serie di piccoli e grandi terremoti dirigenziali e di teste ne cadono parecchie nel corso del tempo. A maggio 2019 si dimette Leonardo e un anno dopo anche Maldini sembrava avere un piede e mezzo fuori dopo aver sbagliato completamente la scelta dell’allenatore (Giampaolo).

Maldini, Massara e Gazidis. (ansa-tvplay)

Nel 2020 si parlava dell’arrivo di Rangnick e il primo a saltare fu Boban, dopo l’intervista al vetriolo rilasciata contro Gazidis per le sue ingerenze nell’area tecnica. La stagione si conclude però con un crescendo insperato di risultati positivi che fece ricredere tutti, tanto che si rinnovò la fiducia a Pioli. Nel 2021 il Diavolo arriva secondo in campionato e torna in Champions League. Nel frattempo però il duo Maldini-Massara può lavorare tranquillamente per la prima volta e già a stagione in corso raggiunge un accordo di massima con Giroud, blocca Maignan, riscatta Tomori e giunge all’intesa per abbassare il riscatto di Tonali.

La stagione 2021-22 è quella in cui i frutti di un lavoro programmato e sostenuto dalla proprietà per la prima volta portano a dei frutti concreti, nella fattispecie lo Scudetto. L’estate seguente però è stata quella del cambio di proprietà con conseguente telenovela per il rinnovo della coppia MM, sul mercato sfumano figure seguite da mesi come Enzo Fernandez, Sven Botman e Renato Sanches. Inoltre da quando Maldini è a capo dell’area tecnica la squadra ha una media di 73 punti a stagione ed il miglior piazzamento europeo è stato la semifinale di Champions League, prima la media era di 63 e gli ottavi di finale di Europa League.

Niccolò Matteucci

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